Emergenza terremoto, il quadro della situazione
3 marzo 2010

Il terremoto di grado 7 che ha devastato Haiti il 12 gennaio, classificato dagli esperti come il settimo più disastroso della storia recente, ha messo in ginocchio un paese che versava già in condizioni disastrose,
Le vittime del sisma sono 222.517, mentre i feriti sono circa trecentomila. Oltre un milione i senzatetto.
Circa 1,5 milioni i bambini colpiti nelle zone coinvolte dal disastro, numerosi quelli sopravvissuti ai propri genitori.
Conclusa la fase della prima emergenza (quella focalizzata sul salvataggio dei superstiti e sull'allestimento delle infrastrutture di rifugio), oggi l'UNICEF e le altre agenzie umanitarie si trovano nel pieno della fase 2 - la gestione di medio periodo dei bisogni di un'immensa popolazione rimasta priva di tutto e completamente dipendente dagli aiuti internazionali.
Garantire un flusso costante di risorse economiche è essenziale per assicurare ai bambini di Haiti la continuità dell'assistenza finora prestata e per procedere alla terza fase della crisi: la ricostruzione.
.Haiti è il paese più povero e più densamente popolato del continente americano e dell'intero emisfero occidentale (è al 149° posto su 182 Stati nella graduatoria dello sviluppo umano dello UNDP) e ha una lunga storia di tragedie naturali e violenza politica alle spalle. Circa il 45% della popolazione è costituita da bambini e ragazzi.
L'azione dell'UNICEF
L'UNICEF, presente nell'isola caraibica con una sede operativa permanente e uno staff di 65 operatori, per tre quarti haitiani, ha immediatamente mobilitato tutte le risorse umane e logistiche disponibili nel paese e nella regione caraibica.
All'UNICEF è stato dato incarico di coordinare tutte le attività umanitarie (agenzie ONU e principali ONG) nei settori dell'acqua e dell'igiene e della nutrizione, e - insieme ad altre organizzazioni - nel settore della protezione dell'infanzia.
A Port-au-Prince, Leogane e Jacmel, l'UNICEF e le organizzazioni partner fornisce stabilmente acqua potabile a 788.000 persone.
Ad oggi sono oltre 20 i voli umanitari dell'UNICEF carichi di acqua, tende, alimenti per l'infanzia e altri beni di primo soccorso che hanno raggiunto Haiti. Altri aiuti sono giunti via nave o tramite aerei offerti in prestito gratuito da compagnie commerciali. In totale, sono circa 250.000 i bambini finora raggiunti dagli aiuti UNICEF.
Obiettivi primari in questa fase della crisi sono garantire l'accesso all'acqua potabile (guarda il video), ripristinare servizi igienici di emergenza, per prevenire le temute epidemie, identificare e proteggere da abusi e traffico i tanti bambini rimasti orfani o separati dai familiari nel caos della crisi: leggi qui la posizione dell'UNICEF sul tema dell'adozione internazionale per i bambini di Haiti.
L'UNICEF valuta in 128 milioni di dollari la somma indispensabile per garantire beni di sopravvivenza ai bambini di Haiti nei prossimi sei mesi: questo è l'obiettivo dell'appello umanitario lanciato il 16 gennaio.
Come puoi aiutare
Un accorato appello per la raccolta di fondi è stato lanciato dal presidente dell'UNICEF Italia, Vincenzo Spadafora. Guarda anche i videoappelli di Francesco Totti, di Lino Banfi e di Patrizio Rispo.
Il Comitato Italiano per l'UNICEF ha trasferito ad Haiti 420.000 euro per le operazioni di primo soccorso e sta trasferendo altri 500.000 € per l'assistenza ai bambini affetti da malnutrizione grave. Ma occorre fare molto di più. e per questo è indispensabile l'aiuto di tutti. Si possono effettuare donazioni all’UNICEF tramite:
- c/c postale 745.000, causale: ‘Emergenza Haiti’;
- carta di credito online su questo sito oppure chiamando il Numero Verde UNICEF 800-745.000;
- cc bancario Banca Popolare Etica IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051”
- i Comitati locali dell’UNICEF presenti in tutta Italia (qui l'elenco completo)
Puoi aiutarci anche stampando e diffondendo le locandine che trovi a fondo pagina (voce Allegati).
I fondi raccolti con questo appello sono destinati ai bambini di Haiti. Qualora i fondi raccolti fossero superiori a quelli necessari per questa emergenza, l'UNICEF li destinerà a interventi nelle emergenze sotto-finanziate.
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